Il Duomo di Tivoli
Visita il sito della Chiesa di S.Silvestro

 


 

Il Cinquecento

Le notizie più antiche sulla cappella musicale nel duomo tiburtino risalgono al 1539. Purtroppo si tratta di notizie molto frammentarie. Il 4 luglio 1540 il capitolo deliberò di «accipire in ca(n)tore(m) p(ro) an(n)u(m) magistru(m) bartholomeu(m) gallu(m) p(ro) p(re)tio ducatoru(m) dece(m)…». Un altro cantore di quest’anno era Prospero Forano da Scandriglia, rettore della chiesa di S. Stefano. Nell’anno 1542-43 (1 novembre-31 ottobre) l’incarico di responsabile della cappella musicale venne affidato ad un basso operante nella vicina chiesa di «S.ti petry maioris», mentre altri cantori risultano essere il succitato Prospero, Giovanni Paolo Valle e un certo Martino.

Altri cantori alla guida della cappella musicale furono: don Stefano Gallo (1544-45); Prospero Forano da Scandriglia (1546-47); Petru(s) Gallu(s) (1547-49); don Mutio (1550-51), forse supplente; ancora Prospero Forano (1551-53); Nicolau(s) Gallu(s) (1553-54). In questo periodo furono attivi nella cappella alcuni musici tiburtini che oltrepassarono i confini locali: Giuliano Bonaugurio, più noto con l’appellativo di Giuliano Tiburtino; Francesco Golia (1507-1585), chiamato dai contemporanei Trismagister in quanto musicista, pittore e orafo; e Giuliano Riti, cantore pontificio nella prima metà del cinquecento. Probabilmente fu putto cantore nel Duomo anche Giovanni Maria Nanino (1544 ca.-1607) .

 

La Cattedrale di San Lorenzo

Notizie in breve

Le prime notizie intorno alla Cattedrale di San Lorenzo risalgono al VI secolo. Fu ampliata e ristrutturata nei secoli XI-XII per essere poi completamente ricostruita nella prima metà del Seicento per volere del cardinale Giulio Roma. All'interno della chiesa, divisa in tre navate, sono presenti due opere di notevole pregio: il Trittico del Salvatore, una pittura su tavola del XII-XII secolo, e la Deposizione lignea, una preziosissima scultura romanica della prima metà del XIII secolo.


Dal 1562 al 1586 il responsabile della cappella musicale fu il basso Nicola Petrucci di Paliano. In questo periodo la cappella era composta dai seguenti musici: Belardino Racciacaro, basso; Giovanni, basso (?); Gio: Domenico Ciantella, tenore; Gio: Battista da Marano, tenore; Prospero forano da Scandriglia; Hieronimo (?) e Brunum de Signa sacristam. Numerosi i fanciulli che compaiono in momenti successivi: Gio: Battista, figlio di Valentino, Bartolomeo, figlio di Maria Gentili, Curtio, Jiulio, Meo figlio di Tommaso d(e) Ferrariis, Gio: Paolo, figliodi Simone, Jacobo. Una serie di raffronti potrebbe identificare Julio soprano nel famoso Giulio Caccini, romano, vissuto a lungo in Tivoli dove sembra che il padre abbia lavorato come artigiano nella villa estense.

In questi anni non è improbabile che Giovanni Pierluigi da Palestrina, direttore della cappella musicale del cardinale Ippolito II d’Este presso la villa di Tivoli tra il 1564 e il 1571, abbia in qualche occasione partecipato a liturgie o consigliato i suoi colleghi della vicina cappella musicale del Duomo. Altri cantori durante il magistero di Cola da Paliano furono: Marcello soprano e un cantore eunuco, Domenico (de Sebastianis) sacrista, presente almeno fino al 1592, Gio: Domenico soprano (1576-77), Domenico Sabba e Andrea soprano (1578). Domenico Ciantella fu per diversi anni «chorista et puerorum magistro».


Del decennio successivo fino al 31 ottobre 1589 rimangono pochissime tracce. Qualche notizia relativa a questo periodo la possiamo desumere dai libri delle Risoluzioni Capitolari. Nella riunione capitolare del 7 gennaio 1582 venne presentata la richiesta di accettare come chierici alcuni pueri: i canonici acconsentirono ed elessero «Benedictu, Evangelista, Placidum et filium Ascesij Bone monete»; questi avrebbero dovuto «quotidiano cantu musicalis cappellae intervenire ta(m) in missa qua(m) in uesperis canendi».
In questi anni il nuovo maestro dei fanciulli era «D. Jacobus Hispanus eunuchus» che riceveva uno stipendio di ben 40 scudi annui. Egli è probabilmente da identificare con Jacomo Spagnoletto, eunuco, assunto nel 1588 nella cappella pontificia.

Come appare dai registri analizzati non figura mai la carica di organista che evidentemente era curata dallo stesso cantore che guidava la cappella.

 

La Cattedrale di San Lorenzo

 

Il primo nome che troviamo indicato con il titolo specifico di maestro di cappella è quello di EnricoBeoper assunto il primo novembre 1589. Nell’aprile dello stesso anno si era proposto come organista e manutentore dello strumento BartolomeoRigetti, anche lui assunto nello stesso mese di novembre. Fu organista titolare fino al 1592 sebbene mancò da Tivoli per diversi periodi, e fu sostituito dal Beoper. Nel 1591 il Beoper venne a sua volta sostituito temporaneamente dal canonico Tommaso Bardi, basso della cappella e parroco nella chiesa di S. Croce .

Gli altri cantori di questi anni erano Gio: Domenico Sebastiani, Mutio (che lasciò la cappella verso la metà di agosto 1591), Cristoforo Rumorio, Vincenzo Tomei, Tommaso Bardi, Gio: Maria, Gioseppe d(e) Cesari, Giovanni figlio di Virginio, Martio figlio di Mico e Maurizio, soprani. Dopo il 1596 compaiono Giacomo Fabrica, cantore attivo in seguito anche in Roma, Antonio soprano figlio di Matteo Quagliolini, Tomassino Paluccio soprano,Gio: Domenico di Lucia e Gio: Marco Matarano cantore (forse eunuco).

Il secolo XVI si chiuse con «l’alegrezza fatta p(er) la p(ro)motione al Cardinalato d(el)l’Ill.mo Sig. Cardinale Tosco n.ro Ves.uo d(i) Tiuoli». Domenico Tosco era stato creato vescovo di Tivoli il 10 maggio 1595 e pochi mesi dopo il papa Clemente VIII lo aveva eletto Governatore di Roma. Il 3 marzo 1599 venne creato cardinale con il titolo di S. Pietro in Montorio. Per questa occasione il capitolo tiburtino, il 7 marzo successivo, preparò uno spettacolo pirotecnico sul campanile durante il quale si esibirono anche i cantori della cappella. In quella occasione i canonici acquistarono del «uino p(er) dare da beuere alli ca(n)tori che fecero musica in d.to ca(m)panile». L’8 marzo il camerlengo e l’arcidiacono si recarono a Roma per salutare il cardinale novello e condussero con loro i cantori Cristoforo e Giovanni Marco rimanendovi per quattro giorni.

Queste note sono desunte da: M. Pastori, "Inventario dell’Archivio Capitolare Musicale del Duomo di Tivoli" (di prossima pubblicazione).

 

Torna all'inizioTorna all'inizio