Buona parte dei cantori era reclutata tra gli stessi canonici, soprattutto dalla metà del secolo XVII. Tra la fine del secolo XVI e il primo quarto del XVII la cappella ospitò stabilmente dei pueri: alcuni di loro ricevevano gli ordini sacri e continuavano a servire sia come cantori che come chierici e poi canonici. Dopo il 1630 l’utilizzo di fanciulli risulta meno costante anche se si fa cenno a due allievi ammessi per «discere musica» fino a tutto l’ottocento; più o meno nello stesso periodo la cappella musicale era interamente formata da chierici e canonici ai quali, durante l’ottocento, si aggiungeranno alcuni cantori (e strumentisti) dilettanti. Nell’ottocento i quattro chierici cantori continuavano ad essere stipendiati dal vescovo, il maestro dal Capitolo e i cantori e strumentisti dilettanti ricevevano regalìe principalmente dalle rendite della Sacrestia.
Oltre alle grandi feste liturgiche, i cantori della cappella tiburtina erano impegnati annualmente nelle celebrazioni legate al culto dei santi e martiri locali. Le principali erano: la festa di s. Anatolia (10 luglio) che si svolgeva nel paese di Gerano; di s. Generoso martire tiburtino (24 maggio) e di s. Lorenzo (10 agosto) titolare della chiesa insieme a s. Alessandro; di s. Quirino (24 maggio), s. Getulio (10 giugno), di alcune sante vergini tiburtine (23 luglio), di s. Cleto (24 agosto) e la festa della dedicazione della chiesa (27 ottobre), tutte celebrazioni nelle quali era espressamente richiesto il canto e l’organo e delle quali rimangono numerosi riferimenti sui manoscritti dell’Archivio. |