Il Duomo di Tivoli
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Maestri, cantori ed organisti fino al 1824

Data l’importanza della sede vescovile tiburtina, i suoi contatti con la sede papale e con l’ambiente romano in genere, è lecito supporre che sin dall’inizio essa abbia avuto la giusta attenzione verso il canto sacro e che nel medioevo fosse fornita anch’essa di una schola cantorum dove i fanciulli potessero apprendere il sapere oltre che «l’arte delle armonie». Inoltre la forte presenza benedettina in Tivoli e nel territorio circostante certamente influì non poco sulla pratica del canto liturgico. Si noti che all’interno del Seminario fatto edificare dal cardinal Roma nel 1647 vi era un’aula per la «Scuola di canto fermo».

Almeno fino a tutto il XVII secolo la cappella musicale era finanziata, per la retribuzione del maestro di cappella, di alcuni cantori e dell’organista, per metà dal Capitolo e per metà dal vescovo, ma tale ripartizione di spesa è specificata solo in alcuni anni. In un secondo tempo, la nomina e il relativo pagamento del maestro furono di competenza del capitolo, mentre il pagamento dei cantori fu a carico del vescovo. Le spese relative all’organo e all’acquisto e/o restauro dei libri di musica erano liquidate con le rendite della Sacrestia. La cappella musicale era formata da diversi personaggi: un maestro e un organista (ma spesso i ruoli venivano svolti dalla stessa persona) guidavano un gruppo di cantori che non supererà mai le dieci-dodici unità, compresi i pueri; in certi periodi vi era un magister puerorum e un magister gramaticae (ma già dal secolo XVII il compito di istruire i pueri era anch’esso di pertinenza del maestro di cappella).

 

La Cattedrale di San Lorenzo

Notizie in breve

Molti furono i personaggi illustri che hanno lavorato nella cappella musicale della Cattedrale di Tivoli.

Di seguito riportiamo l'elenco completo distinto in:

- Autori

- Cantori

- Maestri organisti

 


Buona parte dei cantori era reclutata tra gli stessi canonici, soprattutto dalla metà del secolo XVII. Tra la fine del secolo XVI e il primo quarto del XVII la cappella ospitò stabilmente dei pueri: alcuni di loro ricevevano gli ordini sacri e continuavano a servire sia come cantori che come chierici e poi canonici. Dopo il 1630 l’utilizzo di fanciulli risulta meno costante anche se si fa cenno a due allievi ammessi per «discere musica» fino a tutto l’ottocento; più o meno nello stesso periodo la cappella musicale era interamente formata da chierici e canonici ai quali, durante l’ottocento, si aggiungeranno alcuni cantori (e strumentisti) dilettanti. Nell’ottocento i quattro chierici cantori continuavano ad essere stipendiati dal vescovo, il maestro dal Capitolo e i cantori e strumentisti dilettanti ricevevano regalìe principalmente dalle rendite della Sacrestia.

Oltre alle grandi feste liturgiche, i cantori della cappella tiburtina erano impegnati annualmente nelle celebrazioni legate al culto dei santi e martiri locali. Le principali erano: la festa di s. Anatolia (10 luglio) che si svolgeva nel paese di Gerano; di s. Generoso martire tiburtino (24 maggio) e di s. Lorenzo (10 agosto) titolare della chiesa insieme a s. Alessandro; di s. Quirino (24 maggio), s. Getulio (10 giugno), di alcune sante vergini tiburtine (23 luglio), di s. Cleto (24 agosto) e la festa della dedicazione della chiesa (27 ottobre), tutte celebrazioni nelle quali era espressamente richiesto il canto e l’organo e delle quali rimangono numerosi riferimenti sui manoscritti dell’Archivio.


Tra le altre feste liturgiche della Chiesa che richiedevano la presenza dei musici erano quelle dell’Assunta, durante la quale avveniva la celebre “Inchinata”, e i vespri del Corpus Domini. Nelle feste solenni e durante la quaresima si scopriva la preziosa deposizione lignea situata allora nella cappella del SS. Crocifisso e, tra il festoso concorso del popolo e di tutte le dignità municipali e religiose, si cantavano «alcuni versi esprimenti la Passione di Cristo, e il Miserere». Impegni straordinari avevano luogo in occasione di giubilei, di elezioni vescovili e di visite di pontefici.

 

La Cattedrale di San Lorenzo

 

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