Il Duomo di Tivoli
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La cappella musicale

Una tradizione abbastanza diffusa sostiene la presenza del cristianesimo in Tivoli sin dall’epoca apostolica. La presenza di comunità cristiane nei dintorni di Roma sin dalla prima metà del II secolo è attestata da Erma ne Il Pastore. In questo secolo nel territorio tiburtino si registrano numerose testimonianze di martiri (Getulio, Sinforosa e i sette figli sono i più noti: il loro martirio è collocato dagli studiosi tra il 136 e il 138 d. C) e diverse iscrizioni.

Dunque, benché la prima notizia di un vescovo tiburtino, Paolo, risalga all’anno 366, è indubbio che la presenza cristiana in Tibur sia precedente. La primitiva chiesa cattedrale venne edificata su parte di quello che doveva essere il Foro Tiburtino, forse sulle fondamenta di un piccolo tempio dedicato ad Ercole, oppure al posto di una basilica civile. La Basilica Beati Laurentii martyris sita infra ciuitatem tiburtinam, ossia la chiesa medievale, esisteva già al tempo di Leone III (795-816).

 

La Cattedrale di San Lorenzo

Notizie in breve

Dopo l’acquisto dell’organo di Matthias Scheible, i canonici, nella riunione capitolare del 16 febbraio 1854, prepararono un articolo celebrativo dell’evento che venne pubblicato sul Giornale di Roma di venerdì 10 marzo 1854 e che riportiamo di seguito.


Per saperne di più...

La chiesa attuale, ampliata e ristrutturata dal card. Giulio Roma, fu inaugurata il 1 febbraio 1641; il portico e la facciata vennero completati nel 1650.

Intorno alla cattedrale operava un folto gruppo di persone che comprendeva sacerdoti, chierici, cappellani, cantori e inservienti vari guidati inizialmente da un Arcidiacono al quale, verso la fine del cinquecento, il vescovo Domenico Tosco aggiunse un Arciprete, un Decano e un Prevosto.

Vi erano poi una dozzina di canonici che, dopo l’aggregazione delle collegiate di S. Pietro e di S. Paolo da parte del cardinal Roma, divennero ventidue: essi svolgevano mansioni diverse a rotazione, come ad esempio tenere l’amministrazione dei beni (camerlengo, sacrestano maggiore), badare alla manutenzione dell’edificio (praefectusfabricae) oppure essere «delegatosopra la musica» (praefectusmusicae). Infine vi erano dodici beneficiati e i chierici del seminario vescovile impiegati in diversi ruoli e mansioni tra cui quella del canto.

Il capitolo della cattedrale gestiva un cospicuo patrimonio, consistente soprattutto in terreni, con il quale manteneva l’edificio, il culto e tutte le attività connesse, compresa la musica.
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