Quirino vescovo, nell’anno 309 durante la persecuzione di Diocleziano fu arrestato dal preside Massimo e indotto a sacrificare agli dèi, come prescriveva l’editto imperiale; si rifiutò decisamente e pertanto fu frustato e chiuso in carcere, dove poté convertire il custode Marcello. Trascorsi tre giorni, fu condotto dal preside della Pannonia Amanzio, il quale dopo averlo inutilmente sollecitato ad ubbidire, lo fece gettare nel fiume Sava con una pietra legata al collo.
I cristiani ne raccolsero il corpo e lo seppellirono a Savaria nei pressi del luogo del martirio; verso l’inizio del V secolo il corpo di s. Quirino fu trasferito a Roma e deposto in un mausoleo noto come Platonia, dietro l’abside della basilica di S.Sebastiano sulla via Appia e qui fu venerato per tutti i due secoli successivi, come attestato dagli ‘Itinerari’ dell’epoca.
In seguito e qui le notizie sono lacunose e non certe, le reliquie furono trasferite e forse sparse a Milano, Aquileia, Roma e a questo punto potremmo ipotizzare anche a Tivoli. |