Il Duomo di Tivoli
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I Santi tiburtini

San Vincenzo, martire

Geronimiano, il più antico dei Martirologi, indica il 23 luglio come giorno in cui il martire Vincenzo fu ucciso. Ci informa anche che fu sepolto al XVIII miglio sulla via Tiburtina. A Lui da tempo Tivoli aveva dedicato una parrocchia molto antica. Fu però nel lontano 1926 che fu scoperta e quindi restaurata la cella trifora del luogo in cui era sepolto; tale cella era annessa ad una basilica a tre navate con bellissime colonne ancora visibili e quindi perfettamente conservate .

Tale basilica, di dimensioni piuttosto limitate, è databile al V o VI sec. Fu appurato allora, grazie allo studio compiuto dagli archeologi ed alle ricerche compiute dagli storici locali, tra cui Celestino Piccolini, che la via Tiburtina (di cui il Martirologio dava menzione) in realtà non era l’arteria principale ma una sua semplice diramazione.

 

La Gloria di S.Lorenzo -Volta della Navata centrale

Quest’ultima, passando sotto Montecelio, andava da Settecamini alla Salaria ed era a quel tempo nota come “Cornicolana-Flagus”.

L’accenno alle 18 miglia risultò veritiero: esse coincidevano colla cella trifora del sepolcro ritrovato e con la basilica prima accennata e ubicata “subtus Monticelli” nella tenuta Sinibaldi. Infine occorre ricordare che anche in un documento del Regesto tiburtino si parla di un monastero situato presso la chiesa dedicata a S.Vincenzoe di una pievania: Plebs Sancti Vincenti.

 

 

 
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