Il Duomo di Tivoli
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Cappella di S.Lorenzo
Terza cappella a destra, secolo XIX

La terza cappella a destra della Cattedrale di San Lorenzo in Tivoli è dedicata al Santo martire titolare dell'edificio, Lorenzo. L'opera di abbellimento dell'ambiente iniziò subito dopo la costruzione della chiesa intrapresa negli anni 1635-1650 e fu conclusa grazie all'impegno del Cardinal Marescotti.

A pianta rettangolare, la cappella si apre direttamente sulla navata centrale con la quale comunica tramite una grande arcata. La volta a crociera è decorata con affreschi a monocromo e cornici in stucco dorato.

Al centro della parete di fondo è l'altare con la mensa in marmi policromi e tarsie marmoree. La pala d'altare è inserita tra due colonne sormontate da un timpano triangolare.

Sempre sull'altare è posto un monumentale tabernacolo a forma di tempietto cupoliforme in marmi e tarsie policrome realizzato dallo scultore Pietro Romanelli, come risulta dall'iscrizione "Petrus Romanelli fecit" alla base del tabernacolo. La cappella è chiusa da una grande cancellata in ferro battuto, dono del vescovo Carlo Gigli nel 1864, secondo quanto leggiamo nell'iscrizione in lettere cubitali dorate posta alla sommità:
CAROLUS. GIGLI. EPISCOPUS. TIBURTINUS/ANN01864.

 

Altare della cappella di S.Lorenzo

S.Lorenzo che distribuisce le elemosine

S.Lorenzo battezza S.Ippolito

La volta della cappella presenta una decorazione a grottesche in monocromo,
alquanto rovinata a causa di infiltrazioni di umidità dal tetto. Il decoro potrebbe
risalire al XVIII secolo, se non addirittura al secolo scorso quando la chiesa fu
sottoposta ad una fase di completo rinnovamento della decorazione parietale
della navata maggiore, della zona presbiteriale e di alcune cappelle.

Le grandi tele che adornano le pareti laterali sono citate nel volume del Crocchiante che attribuisce quelle superiori al pittore seicentesco Gimignani, identificabile in Ludovico Gimignani (1643-1697) figlio e allievo del più famoso Giacinto, attivo a Roma negli ultimi decenni del XVII secolo, e quelle inferiori a Pietro Lucatelli, vissuto a Roma tra il 1634 e il 1710.


In tutte e quattro le tele sono raffigurati alcuni episodi della vita del Santo martire Lorenzo.

Il racconto agiografico inizia dalla lunetta sinistra con la rappresentazione di S.Lorenzo che distribuisce le elemosine, continua nel riquadro sottostante con l'arresto del Santo e passa poi alla parete opposta con la raffigurazione del martire che battezza in carcere S. Ippolito sulla lunetta ed infine con il trasporto del corpo del martire sul riquadro sottostante.

 

S.Lorenzo che distribuisce le elemosine

S.Lorenzo battezza S.Ippolito

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