Il Duomo di Tivoli
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Cappella del SS. Salvatore
Terza cappella a sinistra, secolo XVII

La cappella del Santissimo Salvatore è ricordata già nel vecchio edificio medioevale dalla Visita pastorale della fine del XVI secolo. Essa era collocata nella navata destra in corrispondenza della settima colonna e il de Grassis ne fa una descrizione dettagliatissima rispetto alle altre cappelle, soffermandosi sull'apparato ornamentale e sulla tavola del Salvatore, opera del XII secolo, in seguito trasportata sull'altare della terza cappella a sinistra.

Secondo il de Grassis essa venne arricchita di indulgenze da Papa Gregorio XIII.

II vano quadrangolare è coperto da volta a crociera ogivale; presenta un prospetto d'altare decorato con colonne di nero antico e lesene con capitelli corinzi che sorreggono architrave e timpano triangolare a doppio profilo, al centro del quale si apre un'edicola che inquadra una finestra. Sull'altare è la tavola con rivestimento argenteo del Salvatore, meglio conosciuto come Trittico del SS.mo Salvatore.

 

Cappella del SS. Salvatore

Notizie in breve

Oggetto di grande venerazione fin dai tempi di Onorio III (1216-27) e di Federico II, il Trittico tiburtino del SS.mo Salvatore è stato sempre motivo di orgoglio per la città che lo ha sempre custodito gelosamente nella Cattedrale; intorno a Lui la città si stringe devotamente in occasione dell'Inchinata che si ripete annualmente la sera del 14 e la mattina del 15 Agosto.

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Le pareti sono affrescate a finto marmo mentre la volta presenta una decorazione a motivi vegetali che circondano i tondi in cui sono raffigurati i quattro Evangelisti dipinti da Alessandro Bazzani, rinomato scenografo del XVII secolo. Il vano è chiuso da una balaustra in marmo con cancelletto.

Gli affreschi furono commissionati, probabilmente, dalla Confraternita del Santissimo Salvatore, che aveva il giuspatronato sulla cappella, ad Ascanio (1573-1660) e Vincenzo Manenti da Orvinio (1600-74), padre e figlio allievi a Roma del Cavalier D'Arpino. I dipinti, illustranti episodi della storia di Cristo, occupano la volta, le pareti e le lunette del vano.

 
Sulla parete di destra, nella lunetta, Gesù trasforma l'acqua in vino alle nozze di Cana; in basso Egli è ritartto a colloquio con la samaritana . Sulla parete di sinistra, nella lunetta Gesù salva S. Pietro dalle acque del lago Tiberiade; in basso il Salvatore risuscita Lazzaro .

L'altare, sotto il quale è conservata un'urna contenente i resti del corpo del Santo tiburtino Quirino, è arricchito di marmi preziosi tra cui due antiche colonne di marmo nero con capitelli.

Come ricorda il Crocchiante, nel 1713 venne iniziato il rinnovamento dell'altare, protrattosi fino al 1724, reso necessario per evidenziare il corpo di San Quirino. Probabilmente nello stesso lasso di tempo venne aggiunta la balaustra di recinzione della cappella.

 

 

 
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