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Le lunette della Cappella del Crocefisso
olio su tela, 300x500 cm; secolo XIX

Le due lunette della prima cappella a destra della cattedrale di S.Lorenzo sono decorate da raffigurazioni pittoriche della Passione e Morte di Cristo: la Salita al Calvario e l'incontro con le pie donne (lunetta sinistra) e il Trasporto del corpo di Cristo (lunetta destra).

Nella volta sono ritratti putti che, dall'alto del cielo, mostrano i simboli della Passione. I motivi decorativi di ispirazione floreale scelti dal pittore derivano da un repertorio largamente diffuso e standardizzato nei secoli tanto che lo ritroviamo pressoché inalterato fino a tutto il XIX secolo in opere decorative di impostazione accademica.

 

 

La salita al Calvario

Notizie in breve

Ludovico Gimignani, figlio del noto pittore pistoiese Giacinto Gimignani, nacque a Roma nel 1643. Allievo del Reni fu tenuto a battesimo da Caterina Tezio Bernini. Lavorò con Giovan Lorenzo Bernini, amico stretto del padre, nell’ultimo periodo di questi. Ne sono testimonianza gli affreschi nella chiesa di Ariccia e nella Cappella Fonseca. Lavorò molto a Zagarolo dove morì nel 1697.

 

Nelle lunette l'artista, un pittore ottocentesco di modesto talento e ancora legato alla tradizione del classicismo tardorinascimentale e barocco, si è ispirato all'iconografia convenzionale delle due rappresentazioni: Cristo, che sorregge sulle spalle il peso della croce mentre i soldati romani lo frustano e scherniscono, incontra la Madre accompagnata dalle pie donne e dalla Maddalena inginocchiata accanto a loro nella lunetta sinistra; il Cristo adagiato sul bianco sudario mentre viene trasportato verso il sepolcro e le pie donne che confortano la Madonna nell'altra lunetta.

 

In entrambe le scene veste un ruolo di primo piano la figura di Maria Maddalena, ritratta in ginocchio con i lunghi capelli sciolti sulle spalle.
Il pittore, per questa figura, sembra essersi ispirato a immagini della pittura tardorinascimentale, in particolare all'arte di Scipione Pulzone.

 

Il trasporto del corpo di Cristo

 

 

Anche nella esecuzione delle due scene l'artista ha avuto sempre presente gli stilemi compositivi della pittura di fine Cinquecento e inizi Seicento: panneggi ampi che seguono il modellato delle figure, atteggiamenti addolorati ma privi di enfasi esagerata, tonalità cromatiche chiare e ombre proiettate.

Nei particolari della tecnica pittorica, tuttavia, si possono notare alcune caratteristiche peculiari dell'artista, quali le pennellate brevi e compendiarie nei volti delle figure di secondo piano, i soldati e il carnefice nella scena della Salita al Calvario e i due uomini che trasportano il corpo di Cristo nell'altra scena, e negli sfondi paesistici realizzati con macchie di colore.

Queste particolarità, presenti in entrambe le raffigurazioni, confermano una datazione al XIX secolo, vicina cronologicamenle alla decorazione della navata centrale e della zona presbiteriale.

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