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La parte superiore, a lunetta semicircolare, è separata dalla sottostante mediante una fascia con cinque cherubini e reca le immagini della Vergine con il Bambino in grembo, di San Domenico e del Cristo. Alla sommità, su di un piedistallo quadrangolare sempre addossato alla parete, è il busto del Salvatore. Il monumento funerario a Angelo Leonini venne eretto dopo la sua morte, avvenuta nel 1517, dal fratello Vincenzo e dal nipote Camillo. Il monumento è una delle poche testimonianze superstiti dell'antica cattedrale di S.Lorenzo, prima, cioè, dei lavori di completa ristrutturazione dell'edificio realizzati nel XVII secolo per volontà del cardinale Giulio Roma. In seguito a questi lavori, che trasformarono totalmente
la chiesa, il monumento di Angelo Leonini venne collocato
nella navata laterale sinistra, sulla parete di sinistra
dell'androne dell'ingresso laterale alla Cattedrale.
In questa collocazione, a ridosso di una corta parete,
l'opera non può essere letta in tutta la sua
monumentalità in quanto viene impedita la lettura
frontale. Il monumento funerario rivela, secondo il Rossi, l'influsso
dell'arte funeraria del Sansovino il quale, nei due monumenti
funerari in Santa Maria del Popolo dedicati ai cardinali Ascanio
Sforza e Gemiamo Basso e in quello al cardinal Manzi
in Santa Maria all'Aracoeli a Roma, elaborò uno
schema architettonico che servì da modello per
molte realizzazioni posteriori. Alla sommità
del monumento Leonini è collocato un busto del
Salvatore considerato di epoca anteriore dal Rossi mentre
viene datato dal Pacifici al 1522 secondo quanto lo
studioso ha rintracciato nelle Sindacazioni dell'Arciconfraternita
del Salvatore (1506-1545). Grazie a queste documentazioni
il Pacifici rivela anche il nome dello scultore che
eseguì il busto: "mastro Gerolamo fiorentino".
Il busto era anticamente collocato sulla porta esterna
verso piazza del Duomo e solo in seguito fu posto sopra
il monumento Leonini.
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