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Il Monumento Funerario ad A. Leonini

La seconda cappella a sinistra ospita il monumento funerario di Angelo Leonini, vescovo di Tivoi tra il 1499 e il 1509. L'opera è distinta in tre parti sovrapposte. Quella inferiore reca l'iscrizione commemorativa contornata dagli stemmi del vescovo. La centrale con la statua del defunto giacente sul sepolcro a cassa trapezioidale su cui si ripetono i leoni dello stemma. Due paraste, decorate a racemi e fogliami con capitelli corinzi, delimitano la parte centrale del monumento che si conclude sopra la figura del defunto con un baldacchino aperto.

 

Il monumento funerario ad Angelo Leonini

La parte superiore, a lunetta semicircolare, è separata dalla sottostante mediante una fascia con cinque cherubini e reca le immagini della Vergine con il Bambino in grembo, di San Domenico e del Cristo. Alla sommità, su di un piedistallo quadrangolare sempre addossato alla parete, è il busto del Salvatore.

Il monumento funerario a Angelo Leonini venne eretto dopo la sua morte, avvenuta nel 1517, dal fratello Vincenzo e dal nipote Camillo. Il monumento è una delle poche testimonianze superstiti dell'antica cattedrale di S.Lorenzo, prima, cioè, dei lavori di completa ristrutturazione dell'edificio realizzati nel XVII secolo per volontà del cardinale Giulio Roma.

In seguito a questi lavori, che trasformarono totalmente la chiesa, il monumento di Angelo Leonini venne collocato nella navata laterale sinistra, sulla parete di sinistra dell'androne dell'ingresso laterale alla Cattedrale. In questa collocazione, a ridosso di una corta parete, l'opera non può essere letta in tutta la sua monumentalità in quanto viene impedita la lettura frontale.

Il monumento funerario rivela, secondo il Rossi, l'influsso dell'arte funeraria del Sansovino il quale, nei due monumenti funerari in Santa Maria del Popolo dedicati ai cardinali Ascanio Sforza e Gemiamo Basso e in quello al cardinal Manzi in Santa Maria all'Aracoeli a Roma, elaborò uno schema architettonico che servì da modello per molte realizzazioni posteriori. Alla sommità del monumento Leonini è collocato un busto del Salvatore considerato di epoca anteriore dal Rossi mentre viene datato dal Pacifici al 1522 secondo quanto lo studioso ha rintracciato nelle Sindacazioni dell'Arciconfraternita del Salvatore (1506-1545). Grazie a queste documentazioni il Pacifici rivela anche il nome dello scultore che eseguì il busto: "mastro Gerolamo fiorentino". Il busto era anticamente collocato sulla porta esterna verso piazza del Duomo e solo in seguito fu posto sopra il monumento Leonini.

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