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Il Monumento Funerario a Mario Mancini

Sulla lastra marmorea, di forma rettangolare, è raffigurata a rilievo la Morte (scheletro ammantato e alato) che sostiene tra le mani un medaglione sul quale è effigiato il notabile tiburtino Mario Mancini.

In basso è l'iscrizione dedicatoria. La cornice, in stucco e a profilo mistilineo, è decorata con motivi a palmette e a perline con quattro rosette angolari e, nella parte sottostante, presenta al centro delle volute e ai lati calici di foglie a mo' di sostegno.

Dal Bulgarini apprendiamo che Mario Mancini, dottore in legge, gentiluomo di camera di Giovanni Casimiro re di Polonia e poi di Michele ed Eleonora d'Austria, fu legato presso la Santa Sede. Agente provinciale di Carlo V e di Leopoldo I presso Alessandro VII, Clemente IX e Innocenzo X, fu anche Ministro della Chiesa Romana.

 

Monumento Funerario a Mario Mancini

   

Un altro monumento funebre a lui dedicato si trova nella chiesa romana di S. Maria in Vallicella. La lapide presente nella cappella dei SS. Martiri Persiani fu posta dal congiunto del defunto Mario Carlo Mancini, allorché ebbe in concessione il giuspatronato della cappella che dedicò ai Santi Persiani, tra cui appunto S.Mario e in cui volle fossero custodite le spoglie anche del vescovo tiburtino Angelo Lupo, suo antenato, come ricorda appunto l'iscrizione. Da un punto di vista artistico la lastra mostra nella semplicità iconografica l'evidenza del messaggio funebre che vuole trasmettere l'ineluttabilità del destino umano.
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