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Gli affreschi della Cappella di S.Lorenzo
Terza cappella a destra, secolo XIX

Le due grandi tele rettangolari, che adornano le pareti laterali della cappella di S.Lorenzo, sono state citate nel 1726 dal Crocchiante, che le attribuisce al Gimignani, mentre quelle delle lunette superiori vengono attribuite dallo storico al Locatelli. Entrambe le scene sono ambientate in uno spazio aperto all'esterno delle mura di una città; la figura di San Lorenzo, realizzata in tutti e due i riquadri con tonalità cromatiche chiare e luminose, è posta al centro della composizione, animata da gruppi di persone disposte ai lati.

Nel primo riquadro l'autore ha rappresentato contemporaneamente il momento della predicazione del Santo, imperniato nella figura del paralitico sdraiato sul suo carrellino nel gruppo dei fedeli dipinti sulla sinistra ed il momento dell'ordine di cattura dato dall'imperatore romano con l'arresto subito eseguito dal soldato sulla destra.

Nel riquadro del trasporto del corpo del Santo da poco martirizzato come indicano le braci ardenti sotto la graticola, l'artista ricalca da vicino, sia nella posizione del corpo di San Lorenzo che nella disposizione delle figure che lo accompagnano, il dipinto di Raffaello Sanzio raffigurante il Trasporto del Cristo morto, conservato nella Galleria Borghese in Roma.

 

Notizie in breve

Ludovico Gimignani, figlio del noto pittore pistoiese Giacinto Gimignani, nacque a Roma nel 1643. Allievo del Reni fu tenuto a battesimo da Caterina Tezio Bernini. Lavorò con Giovan Lorenzo Bernini, amico stretto del padre, nell’ultimo periodo di questi. Ne sono testimonianza gli affreschi nella chiesa di Ariccia e nella Cappella Fonseca. Lavorò molto a Zagarolo dove morì nel 1697.

L'ispirazione raffaellesca, visibile anche nella plastica volumetria data ai corpi dei personaggi e nella composizione armoniosa ed equilibrata delle scene, proviene all'artista non solo da una conoscenza diretta dell'opera di Raffaello ma anche dalla larga diffusione dell'arte di questi per tutto il XVI ed il XVII secolo. L'autore delle due tele, identificabile in Ludovico Gimignani, figlio ed allievo del più famoso Giacinto e attraverso di lui profondamente influenzato dall'arte di Pietro da Cortona, fu attivo soprattutto a Roma e dintorni.

Il Gimignani, la cui opera e personalità artistica non hanno ancora ricevuto uno studio adeguato, dovette attendere alle due opere tiburtine negli anni successivi al 1650, anno in cui la nuova cattedrale di San Lorenzo venne consacrata.

Considerando la data di nascita si può ipotizzare verosimilmente che egli lavorò ai due dipinti in età adulta quando era già abbastanza famoso da ricevere un simile incarico, probabilmente non prima degli anni Settanta del Novecento.

Trasporto del corpo di San Lorenzo

 

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