Il Duomo di Tivoli
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La volta della Cappella dell'Immacolata
Seconda cappella a destra, metà secolo XVII

Al centro della volta, dentro un anello di cherubini, compare Dio Padre con manto svolazzante e braccia aperte. Tutt'intorno, lungo la circonferenza della cupoletta, sono seduti su una coltre di nubi e accompagnati da angeli, Santi e Dottori della Chiesa, con al centro Cristo e la Vergine. L'opera, attribuibile come il resto della decorazione pittorica della cappella al bolognese Giovanni Francesco Grimaldi, non è tuttavia interamente leggibile dal punto di visto stilistico, in quanto presenta dei tratti ridipinti per intero, che conferiscono un certo appiattimento alle immagini.

 

 

 
     

Tali rifacimenti sono con ogni probabilità quelli testimoniati dal Bulgarini e risalenti al 1837, voluti dal Comune di Tivoli in occasione del contagio del colera e dallo stesso storico dichiarati mediocri. Nei quattro pennacchi abbiamo: S.Lorenzo assiso sulle nubi che tiene con la destra la palma del martirio, mentre alla sua sinistra un angioletto gli reca la grata; S.Giacinto, frate domenicano, raffigurato con le braccia aperte mentre un angioletto gli reca un cartiglio con la scritta: GAUDE IACINTE FILL (che ricorda una analoga nella chiesa di S.Biagio); S.Alessandro Papa è raffigurato con un ricco abito pontificate, palma del martirio e pugnale mentre un angelo sulla destra gli porge il triregno; S.Romualdo abate è seduto sulle nubi con un grosse libro sulla destra, mentre un angelo gli reca la mitra vescovile. I SS. Lorenzo e Alessandro appartengono sicuramente alla originaria decorazione della cappella. Come è dimostrato, oltre che dallo stato di conservazione, tutt'altro che buono, dall'atteggiamento sciolto ed enfatico dei personaggi e dai colori, ben modulati, ricchi di sfumature, anche se in piu punti scuriti dal tempo e dall'umidità.

 

Per quanto riguarda invece le figure dei SS. Giacinto e Romualdo, la rigidità dell'impostazione, i colori brillanti e poco sfumati e lo stile accademico fanno pensare che siano interamente state rifatte nel corso del restauro ricordato dal Bulgarini ed effettuato a spese del Comune durante il colera del 1837, probabilmente in seguito ad un voto fatto all'lmmacolata Concezione da parte della cittadinanza.

Nel sottarco d'accesso alla cappella, entro una decorazione in stucco dorato con elementi vegetali, sono inseriti cinque tondi all'interno dei quali sono raffigurata la colomba dello Spirito Santo centrale e i quattro Santi tiburtini Venerio, Severino, Generoso e Vincenzo, tutti a mezzo busto e in atteggiamento estatico. Qui appaiono in parte ritoccati dal restauro del 1837 i due Santi del primo e dell'ultimo fondo e probabilmente tutta la decorazione in stucco dorato.

 

 

 
 
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