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Gli affreschi della Cappella dei SS. Martiri
Prima cappella a sinistra, secolo XIX

Nella volta: su una coltre di nuvole trasportata in cielo da uno stuolo di angeli sono inginocchiati in preghiera i SS. Martiri Persiani; Mario al centro e in atteggiamento estatico. Marta a destra e Audiface e Abaco a sinistra. Da altre nubi emergono gruppi di angeli di cui i due centrali recano corone e palme del martirio. Nei pennacchi: la Fortezza è raffigurata ammantata e con un elmo piumato sul capo, presenta anche un cagnolino accovacciato. Ai suoi piedi essa sorregge una colonna, mentre a sinistra un angioletto le reca al guinzaglio un leone. La Giustizia afferra una spada con la punta volta in alto e con la destra sostiene una bilancia a due piatti.

Sulla sinistra si intravede un fascio littorio, forse portato da un angelo. La Temperanza è raffigurata mentre sta afferrando con delle pinze qualcosa da un cratere che un putto le reca al fianco.
La Prudenza, coperta da un ampio manto, tiene con la destra uno specchio dal quale esce un serpente. Le è accanto un putto alato.


 

 

 

Sulla parete sinistra: i quattro Santi Persiani, in cammino verso Roma, avvistano i primi monumenti (Castel Sant'Angelo, S.Pietro, la chiesa di S.Spirito e il ponte sul Tevere). Nella lunetta sovrastante: all'interno del carcere mamertino S.Mario distribuisce elemosine ad alcuni prigionieri mentre S.Marta li soccorre convertendoli alla fede cristiana.

Sulla parete destra: i quattro Santi Persiani sono inginocchiati in preghiera davanti all'altare sotto il quale si conservano le spoglie dei Santi Pietro e Paolo, all'interno della Basilica di S.Pietro. Nella lunetta corrispondente: sullo sfondo di templi e monumenti romani, i SS. Martiri Persiani trasportano alla sepoltura i corpi dei cristiani martirizzati. Audiface ed Abaco recano delle candele.

 
Gli affreschi sono opera del pittore Bartolomeo Colombo, probabilmente allievo del Cortona, amico e compagno di lavoro di G. F. Grimaldi e conosciuto solo attraverso la decorazione pittorica di questa cappella commissionatagli insieme alla pala d'altare.

Si tratta di un artista di non eccezionale levatura, che meglio si esprime nella pittura su tela piuttosto che in quella ad affresco. Stretto collaboratore del Grimaldi nella Galleria di Montecavallo a Roma, mostra tuttavia uno stile meno enfatico e declamatorio, ma forse più raffinato e composto.

 

 

 
 
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