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Il Martirio dei Santi Martiri Persiani
Prima cappella a sinistra, metà
secolo XVII
La scena rappresenta il martirio per
decapitazione dei Santi persiani Mario, Marta, Audiface
e Abaco. Tre di essi sono ancora inginocchiati mentre
a Mario è stata già mozzata la testa.
In secondo piano è il carnefice nell'atto di
vibrare la spada, a sinistra un gruppo di soldati; in
alto angeli recanti corone e palme del martirio.
La tela è ricordata per la prima
volta dal Bulgarini (1848), che la attribuisce al Colombo
come tutti gli affreschi della cappella.
Una più definita fisionomia del
pittore, ma molto scarna, ci viene da un testo di A.Bertolotti
del 1880 sugli artisti belgi ed olandesi presenti a
Roma nei secoli XVI e XVII. L'autore cita gli artisti
che lavorarono alla Galleria di Montecavallo di proprietà
del cardinal Santacroce e tra questi spiccano i nomi
di G.F.Grimaldi e Bartolomeo Colombo. Poiché
il Grimaldi è l'altro artista che lavora nel
Duomo tiburtino intorno alla metà del secolo,
su commissione proprio dello stesso cardinal Santacroce,
sembra evidente che il non meglio definito Colombo sia
da identificarsi con Bartolomeo.
È così anche comprensibile
come i due artisti si siano trovati insieme ad assolvere
il compito della decorazione pittorica delle cappelle
del duomo di Tivoli, su commissione di quello stesso
mecenate, il cardinal Santacroce, che li aveva voluti
a Roma ad affrescare la propria dimora di Montecavallo.
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