Il Duomo di Tivoli
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Adorazione dei pastori
Olio su tela, 33,5x42 cm; secolo XVI

Il dipinto, raffigurante l'adorazione dei pastori, è un'opera di ridotte dimensioni ed è ricordato nel 1726 dal Crocchiante che lo considera una "copia da Raffaello". Il quadro già in quegli anni era collocato nella Sacrestia della Cattedrale tiburtina, dove ancora oggi si trova. In effetti esso si ispira direttamente allo stile di Raffaello, soprattutto nell'immagine della Vergine e del Bambino e nella composizione del gruppo dei pastori.


La Madonna è assisa su di una roccia con il Bambino in grembo; in piedi accanto a Lei c'è San Giuseppe mentre dall'altro lato, quello destro, numerosi pastori pregano in ginocchio davanti al Divino Fanciullo.

Il disegno appare molto appesantito e indurito, in particolare nella trattazione dei panneggi e nei contorni dei volti delle figure; non aiuta infine la scarsa profondità della scena, che appare tutta proiettata in avanti senza uno sfondo prospettico. La citazione del Crocchiante ci fornisce una sicura data, il 1726, ma probabilmente l'opera va considerata più antica, forse è del XVI secolo inoltrato.

 

 

 

Adorazione dei pastori

 

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