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Calice di Napoleone

I metà del XVIII secolo

Johan Adolf Gaap, argento e argento dorato; h.28

Nel 1806 Papa Pio VII Chiaramonti, legato alla città di Tivoli da un breve periodo di episcopato (1782-1784), donò alla Cattedrale un gruppo di cinque calici: tra essi un calice in argento con coppa dorata che, secondo la tradizione locale, fu donato al pontefice da Napoleone e viene tuttora ricordato come "calice di Napoleone". Lo stemma e la dedica sotto la base confermano l'appartenenza del calice al gruppo donato da Pio VII.


Il bollo ZAG all'interno della coppa appartiene a Johan Adolf Gaap, argentiere tedesco, nato ad Augsburg nel 1667, documentato a Roma dal 1691 al 1702 e attivo a Padova dal 1715 fino alla morte, sopraggiunta nel 1724.
L'epoca di esecuzione del calice viene collocata negli anni del soggiorno padovano del Gaap (1715-1724), come conferma la presenza nella coppa di due bolli della Repubblica di Venezia.


Il calice rappresenta un piccolo capolavoro di scultura barocca: sulla base, dorata e decorata con pietre colorate, siedono, lavorati a tutto rilievo, i quattro Evangelisti alternati a tralci di vite e spighe di grano, alludenti al sacrificio eucaristico. Il fusto è sostituito dalla figura della Fede che abbraccia la Croce, sollevata in alto da turbini di nubi e cherubini: la Fede sostiene la coppa, fasciata per metà da una decorazione a rilievo con i simboli eucaristici e quelli della Passione.

Calice di Napoleone

Notizie in breve

Pio VII Luigi Barnaba Chiaramonti nacque a Cesena nel 1742. Benedettino dal 1758, fu nominato vescovo di Tivoli nel 1782. Quando Bonaparte diventò imperatore, Pio VII si recò a Parigi, dopo molte riluttanze, e lo consacrò (2 dicembre 1804). Poco dopo Napoleone fece occupare Roma dal generale Miollis, e il 17 maggio 1809 Pio VII fu fatto prigioniero e portato in Francia. La caduta di Napoleone nel 1814 gli consentirono di rientrare a Roma. Nuovamente scacciato dall'invasione di Murat (1815), rientrò un'altra volta, trionfalmente, nella sua capitale, dopo i Cento giorni. Mori il 20 agosto 1823, in seguito ad una caduta.

 

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