|
Nel Libro delle sindacazioni all'anno 1672, si trova una spesa di scudi 15 a favore di Mastro D.Bellomo "per haver accomodato la croce d'ottone dell'altare maggiore" e un'ulteriore spesa per la pulizia dei candelieri d'ottone è registrata nello stesso anno. Lo stesso libro annota, alla data 1676, il dono da parte del Card. F.Sforza, di una serie di candelieri d'argento, che vennero conservati nel credenzone della sacrestia, e il pagamento a Pietro Altissimi "per la condotta della Croce e candelieri d'argento". I candelieri del Cardinale Sforza, con la croce donata nel 1676 dal successore Mario Aibrizi, sostituirono i precedenti sull'altare maggiore, come testimonia il Cardinale Galeazzo Marescotti nella sua visita apostolica del 1681. La muta d'argento donata del Cardinale Sforza, rimase al suo posto durante il secolo successivo: risulta infatti descritta dagli storici tiburtini settecenteschi che la videro sull'altar maggiore.
Non si conosce l'epoca in cui avvenne la sostituzione dei candelieri Sforza con quelli del Cardinal Roma che tuttora sono presenti sull'altar maggiore. Al momento è ignota la sorte della muta donata dal Cardinal Sforza, non rinvenuta nella cattedrale: non si può escludere che sia andata perduta.
|