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La pianeta, come risulta dallo stemma ricamato sul
retro (5 stelle a sei punte) appartenne al Cardinal
Fonseca, successore del Marescotti, vescovo di Tivoli
dal 1684 al 1728. Nel testamento del Cardinale sono elencati diversi
lasciti fatti alla Cattedrale, fra cui questa pianeta.
Essa è interamente ricamata in filo d'oro
con fitto intreccio di sottili tralci vegetali che si
ripetono con andamento continuo e simmetrico su tutta
la superficie. Nella colonna centrale, profilata da
una sottile cornice, il fitto arabesco si trasforma
in un più naturalistico intreccio di fiori collegati
da sottili racemi.
La decorazione minuta e lineare, che conferisce una astratta eleganza al ricamo, rispecchia il gusto tipicamente settecentesco per l'astrazione del modulo naturalistico.
Fortissime analogie sono riscontrabili con la pianeta del Cardinale Lorenzo Orsini (1725-1730) conservata nella Cattedrale di Frascati. L'affinità, oltre che nella generale organizzazione del ricamo, più fitto ai lati, più ampio al centro, si estende fino alla scelta dei motivi vegetali e alla loro alternanza: nella pianeta Fonseca il susseguirsi delle sottili volute si fa però più lineare e fragile. Le convergenze di stile fra i due paramenti sacri sono comunque così evidenti che si può ipotizzare la comune provenienza dalla stessa fabbrica manifatturiera, sicuramente romana.
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