Il Duomo di Tivoli
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Pianeta del Cardinale Galeazzo Marescotti

II metà del XVII secolo

Seta viola in lama d'oro con ricami in fili d'oro. 121x75

La pianeta presenta lungo la colonna un ampio ricamo a filo d'oro: un elegante intreccio di racemi raccordati tra loro racchiude mazzetti di rose, gigli e anemoni. Sul fondo della colonna posteriore compare lo stemma del Cardinal Galeazzo Marescotti sormontato dal cappello cardinalizio; lo scudo è bipartito orizzontalmente: nella fascia superiore domina l'aquila in campo d'oro, nell'inferiore il leopardo illeonito rampante verso sinistra in campo fasciato argento e rosso, con vivace effetto policromo.

Un ricamo più minuto e semplificato, che ripropone i motivi descritti, corre lungo i bordi del pianeta e profila la colonna stessa. Lo stemma del Cardinale Marescotti permette di datare la pianeta entro l'arco del suo breve episcopato tiburtino, tra il 1679 ed il 1684.

Il passaggio tra l'esuberanza naturalistica del barocco, ormai alle sue ultime espressioni in questa pianeta, ed il mutare del gusto col volgere del secolo, si manifesta con evidenza nel confronto con la pianeta del Cardinal Fonseca, successore del Marescotti, vescovo di Tivoli fino al 1728. Nel paramento del Cardinal Fonseca il fitto ricamo dorato si snoda in volute continue e sottili, con una forte tendenza all'astrazione, in contrasto con la pienezza ancora barocca dei motivi floreali che caratterizza la pianeta Marescotti.

Pianeta del Cardinale Marescotti

Notizie in breve

La pianeta (planeta, casula, amphibolus) è una sopravveste sacra propria dei sacerdoti nella celebrazione della messa. Nell'uso attuale, da due o tre secoli, è un mantello in forma di scapolare a due lembi, ricadente sul petto e sulle spalle, che lascia scoperte le braccia ed è provvisto di un'apertura per il passaggio della testa. Di questa forma se ne distinguono quattro tipi secondari: romana, tedesca, francese e spagnola. La pianeta deve essere confezionata in tessuto di pura seta.

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