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La pianeta presenta lungo la colonna un ampio ricamo
a filo d'oro: un elegante intreccio di racemi raccordati
tra loro racchiude mazzetti di rose, gigli e anemoni.
Sul fondo della colonna posteriore compare lo stemma
del Cardinal Galeazzo Marescotti sormontato dal cappello
cardinalizio; lo scudo è bipartito orizzontalmente:
nella fascia superiore domina l'aquila in campo d'oro,
nell'inferiore il leopardo illeonito rampante verso
sinistra in campo fasciato argento e rosso, con vivace
effetto policromo.
Un ricamo più minuto e semplificato, che ripropone
i motivi descritti, corre lungo i bordi del pianeta
e profila la colonna stessa. Lo stemma del Cardinale
Marescotti permette di datare la pianeta entro l'arco
del suo breve episcopato tiburtino, tra il 1679 ed il
1684.
Il passaggio tra l'esuberanza naturalistica del barocco, ormai alle sue ultime espressioni in questa pianeta, ed il mutare del gusto col volgere del secolo, si manifesta con evidenza nel confronto con la pianeta del Cardinal Fonseca, successore del Marescotti, vescovo di Tivoli fino al 1728. Nel paramento del Cardinal Fonseca il fitto ricamo dorato si snoda in volute continue e sottili, con una forte tendenza all'astrazione, in contrasto con la pienezza ancora barocca dei motivi floreali che caratterizza la pianeta Marescotti. |