Il Duomo di Tivoli
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Piviale del Cardinale Giulio Roma

I metà del XVII secolo

Tessuto broccato damascato; fibre di lino, canapa e seta. 149x314

Il piviale, in broccato damascato a fondo giallo oro, è lavorato a motivi vegetali stilizzati racchiudenti il giglio e la rosa, simboli araldici dell'emblema del Cardinale Giulio Roma.

Lo stemma stesso, sormontato dal cappello cardinalizio, compare ricamato in fondo alle due bande anteriori del piviale (fascia trasversale in azzurro con tre gigli in oro, che separa due rose in rosso).

Anche se le fonti non ne danno conferma, si può ipotizzare che il piviale, realizzato espressamente per il Cardinal Roma dopo il 1634, data della sua nomina a Vescovo di Tivoli, sia stato da lui stesso donato alla Cattedrale cui era particolarmente legato avendola riedificata tra il 1635 ed il 1640.


Il piviale presenta una raffinatissima ed originale fattura sia per la rara scelta del tessuto in fibre miste di lino, canapa e seta, sia nell'eleganza del disegno: questo raggiunge un effetto fortemente pittorico nel ricco impianto ornamentale e nel raffinato gioco policromo derivato dall'intreccio dei fili variamente colorati.

Piviale del Cardinale Roma

Notizie in breve

Il piviale (pluviale, cappa, mantus) è un manto liturgico lungo quasi fino ai piedi, aperto sul davanti e fermato sul petto con un fermaglio; disteso esso ha la forma di un semicerchio con il raggio da 1 metro e 40 a 1 metro e 60 centimetri. La parte posteriore è ornata dal cosiddetto "scudo". In Italia si preferisce il nome di piviale perché ha la forma di un manto che protegge dalla pioggia e dalle intemperie, mentre fuori d'Italia si chiama cappa, in Spagna anche mantus. Il celebrante lo usa principalmente alle benedizioni solenni che si fanno all'altare, alle processioni, all'assoluzione al feretro, alle orazioni solenni del Venerdì Santo, alla Veglia pasquale. Ai Vespri e alle Lodi solenni, come pure al termine del Mattutino solenne, lo usano il celebrante e anche gli assistenti e altri chierici. Lo usa anche il prete assistente alle funzioni pontificali e alla prima messa di un novello sacerdote .

 

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