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La Vergine è raffigurata in atteggiamento di
intensa concentrazione: le palpebre chiuse, le mani
strette al petto, mentre una sorta di turbine divino
la invade, facendo gonfiare e svolazzare le vesti e
i capelli. Sotto i suoi piedi è la falce di luna.
Intorno alla vita è stata inserita una cintura
di metallo argentato e pietre preziose, dono della Comunità
tiburtina. La statua, attribuita dapprima al Bernini,
fu riconosciuta come opera di altra mano.
L'attuale attribuzione allo scultore francese Pierre
Puget venne formulata dal Ricci. Il Puget nasce a Marsiglia
nel 1620, giunge giovanissimo a Firenze, poi a Roma
dove resta fino al 1644 divenendo scolaro di Pietro
da Cortona, in qualità di pittore. Un secondo
soggiorno italiano, dal 1661 al 1667, lo vede gia esperto
scultore e, stabilitosi a Genova e poi a Carrara, riceve
molte commissioni di statue. Al periodo genovese è,
secondo il Ricci, riconducibile l'opera del Duomo di
Tivoli.
La cappella della Concezione, alla quale l'opera era destinata, fu terminata nel 1666; è quindi tra il 1661 e il 1666 che il Puget scolpì la statua; notevoli sono infatti
le affinità stilistiche tra questa statua e quella, sempre dell'lmmacolata Concezione, commissionata
da Filippo Brignole per l'Oratorio di S.Filippo a Genova.
Dopo un ultimo soggiorno a Genova, il Puget fece ritorno
in patria dove morì nel 1694.
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